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AwnOrdine Architetti - Pianificatori, paesaggisti, conservatori della provincia di Ravenna

Paolo Faccio

La prevenzione nella riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale: un approccio necessario

giovedì 30 maggio 2013
ore 18.00
Ordine Architetti PPC Ravenna

Paolo Faccio è professore associato presso l’Università IUAV di Venezia dove insegna “Restauro architettonico” e “Consolidamento strutturale”.

È responsabile del corso “Tecniche Costruttive, Storiche e del Restauro” presso il master universitario di II Livello dal titolo: “Economia e tecniche della conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, scienze della conservazione, economia e creatività – SCEC”, istituito dall’University of Nova Gorica in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia, l’Università degli Studi di Udine e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, per gli anni accademici 2005/2006, 2006/2007 e 2007/2008.

È titolare di convenzioni con la “Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali avente per tema la sperimentazione del DPCM 12.10.2007 “Rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni” di cui è uno degli estensori.

 

Secondo quanto deliberato nella seduta del 23 dicembre 2010 il Consiglio dell'Ordine riconosce alla conferenza 2 CPF.

 

 

 

I Presidi Locali degli Architetti per la Protezione Civile
Gestione dell’emergenza, pianificazione e tutela del territorio

sabato 11 maggio 2013 ore 9.00 – 13.00
Sala Nullo Baldini – Palazzo della Provincia
Via G. Guacimanni, 10

In linea con il principio Architettura: Cultura – Etica che il Consiglio dell’Ordine ritiene fondante per la figura dell’Architetto e per il ruolo di tutela che è chiamato a svolgere come istituzione dello Stato nei confronti della società e dell’ambiente, è stato istituito nel 2012 presso l’Ordine provinciale il Presidio degli Architetti per la Protezione Civile.

L’istituzione dei Presidi per la protezione civile da parte degli Ordini degli Architetti trae origine dall’Accordo Quadro sottoscritto dal Consiglio nazionale degli Architetti P.P.C. con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile in data 31 marzo 2004 ed al successivo Protocollo d’intesa del 12 maggio 2010, che disciplina l’attività formativa sul tema della gestione tecnica dell’emergenza e dell’agibilità post-sismica. Tale accordo aveva come fine la realizzazione di una rete di Presidi Locali di Protezione Civile, istituiti presso le Federazioni/Consulte Regionali (Presidi Regionali degli Architetti per la Protezione Civile) o presso gli Ordini Provinciali (Presidi Provinciali degli Architetti per la Protezione Civile) con l’obiettivo principale di alimentare, nel rispetto della legge 24/02/1992 n°225, un efficiente rapporto di collaborazione, istituzionale, con gli organismi nazionali e regionali della Protezione Civile, sia in emergenza che in regime ordinario, offrendo la professionalità di volontari qualificati e costantemente aggiornati, in materia di protezione civile.

Ritenendo di assoluta importanza la collaborazione sul territorio tra i diversi Enti istituzionali – Ordini e Collegi Professionali, Comuni, Provincia, Regione, Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio, ecc - il Consiglio dell’Ordine in collaborazione con la Provincia di Ravenna ha organizzato un incontro per presentare il ruolo e le funzioni dei Presidi degli Architetti per la Protezione Civile.

> Programma

 

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo

Discorso sull’architettura

sabato 20 aprile 2013 ore 10.30

Ordine Architetti PPC Ravenna

 

Sabato 20 aprile alle ore 10,30 presso la sede dell’Ordine, l’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo terrà il suo Discorso sull’architettura.

L’attenzione che l’architetto Cannizzo dedica alla cultura del progetto, dal suo concepimento alla realizzazione dell’opera, la pone in un ambito particolare della professione; in quella sfera che noi definiamo Architettura: Cultura-Etica.

Lontana dal mondo illusionistico e fugace derivato dalle archi-star, attraverso l’elaborazione interiore della sua poliedrica cultura personale l’architetto Cannizzo riporta l’opera di architettura al suo essere sostanziale, dotata di forma, che va oltre il tempo; superando lo spreco di forme, spesso inconsapevole, oggi dilagante.

Nessuna improvvisazione, e nessun metodo se per metodo si intende un approccio ed uno svolgimento del procedimento identico in qualsiasi circostanza. Le mie opere partono dall’analisi di dati oggettivi: mettendo in relazione considerazioni sul luogo, programma funzionale, norme, committente…, si producono ragionamenti che conducono ad individuare la strategia dell’intervento. La collisione tra la strategia e l’immaginario genera il progetto e definisce geometria e struttura. Ogni progetto è legato indissolubilmente alla struttura e quindi rivendica un preciso materiale: il materiale dominante stabilisce,in seguito, le peculiarità dei materiali secondari sulla base della qualità di trasmissione della luce: opaco traslucido, trasparente il luogo il budget, la facilità di reperimento, il committente…..determinano la scelta definitiva.”

Secondo quanto deliberato nella seduta del 23 dicembre 2010 il Consiglio dell’Ordine riconosce alla conferenza 2 CPF.

 

 

 Roberto Gabrielli

Strumentazione Urbanistica ed Edilizia

nella prospettiva della

Rigenerazione Urbana

venerdì 12 aprile 2013

ore 18.00

Ordine Architetti PPC Ravenna

Via Zirardini, 14

Ravenna

Secondo quanto deliberato nella seduta del 23 dicembre 2010 il Consiglio dell’Ordine riconosce alla conferenza 2 CPF.

 

 

 

PERIPEZIE DEL PROGETTO

Dalle architetture del Made in Italy alla Quarta Stagione

Venerdì 15 marzo 2013 ore 18.00

Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori
Ravenna, Via A. Zirardini, 14

 

 

 

 


Il 15 marzo alle ore 18,00 l’architetto
Luca Zevi, curatore del Padiglione Italia alla XIII Biennale di Architettura di Venezia, sarà presente all’Ordine degli Architetti di Ravenna per la conferenza “Peripezie del progetto: dalle architetture del Made in Italy alla Quarta Stagione”.

Ci è sembrato doveroso cogliere l’invito col quale Luca Zevi presentando il suo programma per il Padiglione Italia invitava gli architetti italiani, in nome della nostra Architettura, ad impegnarsi a creare un luogo condiviso e uno spazio possibile in cui le ragioni dell’architettura, del territorio, dell’ambiente dialogano con quelle dello sviluppo economico. Una sfida, quella lanciata da Luca Zevi che noi architetti abbiamo il dovere, prima ancora del diritto, di cogliere per rilanciare il nostro mestiere attraverso l’accrescimento della nostra cultura e della nostra etica professionale affinché l’Architettura possa essere riconosciuta come un rinnovato protagonismo della cultura italiana. Dobbiamo volgere lo sguardo al passato per costruire, da un cumulo di macerie, il futuro della nostra professione; senza dimenticare, come afferma Zevi, che “agli albori del secolo passato e nei primi decenni seguiti alla seconda guerra mondiale grande è stato l’impegno degli architetti italiani nel tentare di delineare itinerari di modernizzazione possibili per il nostro paese. Un impegno che è andato affievolendosi prima a causa dell’iper-politicizazzione dell’attività professionale e poi con l’illusione che il libero gioco del mercato avrebbe risolto come per incanto i gravissimi squilibri territoriali di cui soffrivamo. Oggi la crisi in corso pone in serie difficoltà le nostre strutture professionali, ma ci lancia altresì una sfida a una nuova “utilità sociale” del nostro lavoro.”

             Secondo quanto deliberato nella seduta del 23 dicembre 2010 il Consiglio dell’Ordine riconosce alla conferenza 2 CPF.